appunti sociali su Tumblr

descrive la loro situazione e lotta dal punto di vista di chi l’ha vissuta, sottolineando i punti più importanti e descrivendo il quadro storico e politico in cui Eataly opera.

Puntuale come un orologio è arrivata l’esternazione del Presidente della Repubblica di pieno sostegno all’azione di Renzi e all’attacco all’articolo 18 e ai diritti del lavoro.

Una tv norvegese stava girando un reportage sul battaglione Azov, nell’est dell’Ucraina, quando ha scoperto (e filmato) che molti miliziani indossavano un elmetto con l’emblema delle Ss. Il battaglione combatte tra le fila di quell’esercito ucraino che l’Italia sta contribuendo ad armare.

Con l’apertura della discussione in Senato della legge delega sul lavoro, il cosiddetto Jobs Act, siamo entrati nella fase finale dell’assalto ai diritti del lavoro. A condurre questo assalto sono il governo, i padroni, i loro media e tutte le forze reazionarie presenti nel paese.

Di Lev Trotsky (1879-1940) si parla poco e le rare volte che accade, almeno per quella che è la mia piccola esperienza, con una certa superficialità, quasi per sentito dire. Trotsky è tra le figure più importanti e allo stesso tempo più dimenticate della sinistra. Probabilmente ciò è da mettere in relazione all’opera di diffamazione e distruzione (fino all’assassinio) messa in atto da Stalin, le cui tracce profonde possono essere rinvenute nel pensiero comunista che si è sviluppato successivamente.
A Trotsky dedichiamo la chiusura del blog per la pausa estiva pubblicando un articolo di Diego Giachetti, scritto su Movimento Operaio e poi riportato anche da Sinistra Anticapitalista, dal titolo “I giorni di Caino“, e presentando quattro opere che trovate di seguito in ordine cronologico …

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http://www.pranzosociale.org/blog/opere-trotsky/

Se la sclerosi dovesse assumere una forma protratta e io fossi minacciato d’invalidità permanente […], allora mi riservo il diritto di stabilire da me l’ora della mia morte. Il “suicidio” (se il termine è appropriato in questo caso) non esprimerà in nessun modo l’insorgere di una crisi di disperazione o di sfiducia. Natalja e io abbiamo detto più volte che ci si può trovare in condizioni fisiche tali, per cui è meglio tagliar corto con la propria vita o, più esattamente, col troppo lento processo della propria morte.[1]

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Lev Trotsky - La IV Internazionale e la guerraLibreria Sociale Longonese - http://bit.ly/1p0gKEA
Quaderni del Centro Studi Pietro Tresso, Serie: “Dagli archivi del bolscevismo”, n. 4, novembre 1989; traduzione e cura di Paolo Casciola.
Autore/i: Lev TrotskyEbook – Ipertesto: Marxists.org. e-Book PDF-EPUB creato da Pranzosociale.orgFormato: PDF/EPUBLicenza: (CC BY-SA 4.0)Fonte: Marxists.org
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Lev Trotsky - La IV Internazionale e la guerra
Libreria Sociale Longonese - http://bit.ly/1p0gKEA

Quaderni del Centro Studi Pietro Tresso, Serie: “Dagli archivi del bolscevismo”, n. 4, novembre 1989; traduzione e cura di Paolo Casciola.

Autore/i: Lev Trotsky
Ebook – Ipertesto: Marxists.org. e-Book PDF-EPUB creato da Pranzosociale.org
Formato: PDF/EPUB
Licenza: (CC BY-SA 4.0)
Fonte: Marxists.org

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